7. Gruppo FERRO

(solfato di ferro, glutinato di ferro, carne bovina, carne di maiale, agnello, gelatina)

Circa il 70 per cento del ferro presente nel corpo umano è contenuto nei globuli rossi, legato all'emoglobina e un altro 10 per cento si trova all'interno della mioglobina.

Il restante 20 per cento circa va a formare (nel fegato, nella milza, nel midollo osseo e nei muscoli scheletrici) una riserva.

Questa riserva è necessaria ogni volta che ci sia un improvviso aumento del fabbisogno di ferro, come avviene per esempio in seguito a una emorragia, quando l'organismo deve provvedere a produrre una gran quantità di nuovi globuli rossi.

Carenza

La carenza di ferro si manifesta con stanchezza, facile affaticamento e, se è notevole e protratta, con anemia (anemia sideropenica).

Altri sintomi comuni sono cefalea, palpitazioni, nevralgie, maggiore suscettibilità alle infezioni.

Anche diverse manifestazioni a carico della cute e delle mucose può essere dovuta a un deficit di ferro: bruciori alla lingua, piccole fessurazioni (ragadi) agli angoli della bocca e delle unghie. E i capelli ne risentono diventando secchi e fragili.

Le carenze di ferro sono sovente dovute o a una dieta in cui la carne è scarsa o assente (vegetariani) o a un consumo elevato di cereali, specie se integrali, che possono ostacolare l'assorbimento di questo elemento.

È facile riscontare carenze anche nelle donne che hanno un mestruo particolarmente abbondante e in quelle in gravidanza e che hanno partorito di recente.

A rischio sono anche i neonati prematuri e i lattanti, dato che il latte materno è povero di ferro. E gli alcolisti.

Diverse malattie, come l'insufficienza renale, la malattia di Crohn, la tubercolosi, l'infarto e alcuni tumori possono facilmente provocare un deficit di ferro

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