KINESIOLOGIA APPLICATA

Disciplina di indagine

La Kinesiologia Applicata o (KA) è una pratica diagnostica e, entro centro limiti, di indicazione della opportunità terapeutica. Essa fu introdotta negli Stati Uniti alla fine degli anni Cinquanta a opera di un chiropratico, il dott. George Goodheart. 

Essa si occupa di rilevare sintomi di disfunzione neurologica apparentemente impercettibili, presenti in un dato individuo. In particolare, la KA è una pratica in grado di rilevare alterazioni della fisiologia neuromuscolare e ricondurre le stesse a disfunzioni sostenute da cause squisitamente di natura traumatica o conseguenti a modificazioni del metabolismo, della funzionalità o dello stato psicologico e/o emotivo del soggetto. Inoltre essa, non solo contribuisce a elaborare una diagnosi nosologica o non nosologica, ma è in grado di fornire anche alcune interessanti indicazioni terapeutiche. Tutto ciò fa capire che la KA può essere considerata una pratica di lettura di un vero e proprio “linguaggio fisiologico del corpo umano”. 

Questo, composto da segni riflessi a livello muscolare facilmente decrittabili, rispecchia in maniera fedele il funzionamento del sistema nervoso centrale (SNC) che, a sua volta, determina il normale o anomalo comportamento dei muscoli corporei attraverso elaborazioni a livello cosciente e subcosciente. In particolare, il cervello riceve una moltitudine di informazioni e stimoli.  Questi provengono da diverse tipologie recettoriali quali: propriocettori, nocicettori, enterocettori, esterocettori, ecc. Grazie a tutte queste informazioni il SNC è costantemente consapevole di ciò che accade nell’organismo: il livello di benessere ma anche le situazioni di malessere. In replica a queste afferenze, i centri nervosi “rispondono” cercando di modificare il corpo umano adattandolo ai cambiamenti affinché l’omeostasi corporea possa essere preservata. 

Ciò porta il SNC a influenzare, tra l’altro, la contrazione muscolare statica e/o dinamica attraverso meccanismi centrali e periferici, basati su controlli a feedback positivo o negativo. Mecanismi di compensazione, questi, spesso poco o per nulla conosciuti o compresi. Malfunzionamenti di questo sistema di adattamento (conseguenti a iperafferenze periferiche, reazioni indotte, perturbazioni, facilitazioni neuronali, riflessi neuroni interattivi) creano le condizioni affinché si producano alterazioni della coordinazione neuromuscolare, che possono “indebolire” (muscolo ipotonico) o “iperfacilitare” (muscolo iperfacilitato) un muscolo normale (o normotonico). 

Caratteristicamente, questi cambiamenti della funzionalità di un muscolo “normale” procurati da alterazioni del coordinamento centrale, sono reversibili. 

Uno dei metodi più semplici della KA, in grado di influire sulla risposta di un muscolo sottoposto al test kinesiologico, è la localizzazione terapeutica (TL). Essa consiste nel far posizionare le dita o la mano del paziente sulla parte corporea che si ipotizzi possa presentare qualche disfunzione inerente la problematica da investigare. Nel caso in cui la TL su una specifica area corporea dovesse provocare il cambiamento dello stato di un muscolo valutato contemporaneamente a essa, è possibile dedurre che, in quell’area, siano presenti alcune alterazioni della normale funzione corporea. In tutti i casi però, rimuovendo le dita (o la mano), il muscolo dovrà comunque tornare alla condizione originaria precedente al test.